I PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROGETTO

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LA PRIMA COLLEZIONE

Oggetti con le riproduzioni già pronti per essere ordinati

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IL CATALOGO DELLA COLLEZIONE

è composto da 2 elenchi:

FORME BIANCHE e IMMAGINI

Potete scegliere gli abbinamenti con un apposito modulo

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IMMAGINI DEI LABORATORI

Le immagini dei ragazzi al lavoro nei nostri laboratori

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CHI CI SOSTIENE

Una pagina interamente dedicata alle ditte ed alle organizzazioni che ci sostengono con l’acquisto degli oggetti della collezione NapoliCresce

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Per una didattica della libertà 

 

1 – i principi ispiratori delle nostre attività

 

Le attività che il progetto intende sostenere si collocano nella prospettiva generale di un intervento sul territorio rivolto ai ragazzi che maggiormente soffrono i disagi di una condizione ambientale e familiare degradata ed hanno quindi maggior bisogno di trovare contesti di accoglienza che possano contribuire al loro benessere. Il nostro intervento si colloca in una prospettiva  antiautoritaria che concepisce il rapporto educativo finalizzato a formare uomini liberi e responsabili del proprio destino.

Il disagio dei giovani diffuso in tutte le fasce di età è un problema fondamentale che condiziona alla radice qualsiasi progetto di rinnovamento sociale; tuttavia, se questa affermazione può essere largamente condivisa, noi riteniamo che non sia sufficiente per definire le caratteristiche degli interventi in questo ambito, che sono troppo spesso caratterizzati da un atteggiamento superficiale e strumentale alle logiche di mercato, quindi estraneo alle reali necessità dei giovani.

Noi crediamo che nel rapporto tra adulti e giovani si nasconda un vero e proprio conflitto generazionale entro il quale gli adulti svolgono un ruolo di dominio assoluto ed in cui il punto di vista dell’infanzia (e in generale dei più giovani) viene negato o travisato in nome di un diritto “naturale” che considera il punto di vista e le esigenze del mondo adulto come gli unici legittimi.

Fare proprio questo punto di vista significa porre alla base di ogni intervento alcuni principi fondamentali: impostare le attività in maniera non impositiva, rendere centrale la modalità dell’apprendimento ludico, partire dagli interessi dei bambini e rispettare le diversità dei singoli, gratificare l’impegno ma astenersi da giudizi di valore, favorire sempre un clima di collaborazione che superi le difficoltà della convivenza offrendo una esperienza di socialità diversa, basata sull’autonomia e la partecipazione responsabile.

 

2 – l’impostazione dei laboratori

 

“Se siete in grado di diagnosticare la gioia di un bambino e la sua intensità, dovete rendervi conto che la gioia più grande è quella di una difficoltà superata, di uno scopo raggiunto, di un mistero svelato. La gioia di un trionfo, la felicità dell’indipendenza, del dominare, del padroneggiare.” (Janus Korczak)

 

I nostri laboratori si basano sulla pratica delle attività manuali e di natura “artistica”, che consente di sperimentate una dimensione del “fare” pratico, concreto, che è di solito del tutto assente dal loro orizzonte esperienziale.

Queste attività vengono proposte non come dei compiti da espletare o dei percorsi obbligati, ma come delle semplici opzioni cui loro sono liberi di aderire e in questo caso essere seguiti e guidati da adulti esperti.

Per noi è centrale la valenza psicologica dell’uso della manualità: si è potuto constatare come la realizzazione di manufatti sia uno strumento fondamentale di rafforzamento della fiducia in sé stessi e sia un veicolo  per un coinvolgimento emotivo che in certi casi è particolarmente difficile raggiungere basandosi solo sullo scambio verbale.

La pratica dei mezzi espressivi dell’arte da la possibilità di tradurre in “cose” le esperienze interiori che si sedimentino ed acquistino un peso nella loro vita, diventando così un fattore di contrasto alla continua “dispersione mentale” cui le loro esperienze quotidiane li costringono: è fondamentale quindi dare loro la possibilità di sperimentare codici di comportamento diversi da quelli che impone loro il mono adulto (dalla legge della strada, quella del più forte e del più ricco), a quella della scuola (della rincorsa a modelli di sapere uguali per tutti e “misurabili”).

La possibilità di acquisire un atteggiamento creativo autonomo nel percorso dell’ apprendimento e della crescita è quindi la condizione per lo sviluppo successivo di percorsi progettuali individuali.

 

3 – la formazione e l’autonomia economica

 

Le attività che vogliamo promuovere proprio perché è sulla qualità dell’intervento che hanno la loro ragion d’essere, prevedono come elemento fondamentale la formazione degli operatori: impegnarsi nell’ambito educativo non può più essere considerato un lavoro come un altro e nemmeno una attività basata solo sulla buona volontà dei singoli; deve iniziAre ad essere concepita come un impegno consapevole e strutturato in una prospettiva di lungo periodo con garanzie di stabilità ed autonomia anche economica. La volontarietà della scelta rimane necessariamente la premessa di un impegno di questo tipo, ma bisogna assolutamente che si superi la dimensione del volontarismo, sia dal punto di vista della preparazione che essa deve richiedere sia dal punto di vista della sua sostenibilità economica. Senza questi due elementi essa  rimarrà confinato nell’ambito della precarietà e della approssimazione.

E’ per rispondere a queste due esigenze di preparazione e stabilità che il progetto NapoliCresce vuole cercare di contribuire ad introdurre l’elemento della autonomia formativa e propositiva attraverso la sostenibilità economica dell’azione educativa. Le risorse finanziari che riuscirà ad acquisire saranno impiegate per consentire la progettazione e la conduzione di percorsi formativi per gli operatori e per dare autonomia e continuità alle attività che verranno attivate.

Essendo poi la specifica natura del progetto legata ad una attività lavorativa essenzialmente di carattere artigianale, si mette nel conto dei possibili sviluppi che essa potrà avere se la risposta del pubblico sarà positiva, anche l’attivazione di un polo produttivo autonomo che potrà offrire uno sbocco occupazionale concreto. Noi non crediamo che il terreno del mercato debba necessariamente essere appannaggio di chi ha mire privatistiche o debba necessariamente trasformarsi in un organismo che si appiattisce sulle logiche del profitto. La storia recente ci ha dato numerose testimonianze di forme di associazionismo legate ai bisogni delle comunità in cui si operava; pensiamo che sia giunto il tempo di provare a ripercorrerle.

 

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